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Un viaggio tra i colori e i sapori di
una cucina da sempre ricca di cultura e
materie prime
Tra la semplicità e la creatività
La cucina Veneziana è sempre stata
ammirata per la sua minuziosa ricerca
culinaria ed espositiva diventando un
piacere non solo per il palato ma anche
per la vista diventando un arte a tutti
gli affetti. I pellegrini che arrivavano
dall’Europa durante la festa della
“sensa” per imbarcasi verso la Terra
Santa nel periodo dell’Ascensione
rimanevano basita dall’enorme quantità
di prodotti che si potevano trovare a
Venezia. Si riscontava un grande stupore
nei loro racconti dove si elencavano le
grandi doti di un buon governo che
garantiva una prosperità superiore non
solo nei mercati molto riforniti ma
anche nei depositi come il fontego del
megio e i granai di Terranova.
La cucina veneziana di base molto
semplice per i suoi alimenti, i suoi
metodi di cottura e e preparazione
diventa via via sempre più complessa con
l’utilizzo delle spezie rendendo più
allettanti i cibi utilizzando un
linguaggio di accostamento e sapori tant’è che già nel 1300 giunge a noi una
ricetta di un cuoco anonimo “pollo allo
zenzero” dove riscontriamo già
settecentocinquanta grammi di spezie; ma
non solo, attraverso l’importantissimo
trattato il “Libro per cuoco” si trovano
ricette dettagliate come le frittelle e
le zuppe di pesce. Il riso, alimento
caratterizzante della cucina veneta
durante il medioevo, era un alimento
molto caro ed era spesso venduto nelle
“spezierie” ad uso medicinale, mentre
come alimento veniva trattato fino a
comporre quasi una farina utilizzandolo
per rendere più dense le minestre.
Un’altra importante presenza culinaria
della Serenissima giunge dalla cultura
ebraica molto diffusa per la presenza
dell’ importante comunità. Giungono
quindi fino a noi ricette come: i
“cugoli” curiosi gnocchi di pan
grattato, i salami d’oca e altro ancora
risultati di abbinamenti dettati da
rigidi obblighi religiosi; così come
l’uso di abbinare il riso ai vari tipi
di verdura, l’introduzione di cani d’oca
anatra e più avanti tacchino. Di
rilevante importanza nella storia
dell’economia veneziana è il largo
impiego di prodotti conservati e le
relative tecniche di conservazione che
hanno permesso il nascere di famose
ricette come il “pesce in saor” ,
precisando “sarde in saor”, che oltre ad
aver un gusto speciale dovuto ad un
sapore agrodolce dalla mescolanza di
cipolla, uva passa pinoli e aceto,
poteva essere trasportato per lunghi
viaggi. Ricordiamo però che oltre ad un
ampio uso di pasce dovuto alla grande
maggioranza di materie prime, i
veneziani erano anche ottimi estimatori
per i piatti di cacciagione come il
famosi “poenta e osei” . |