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Nel XIII secolo due sono i
viaggaitori straordinari: Dante
Alighieri e Marco Polo
Da
dove salparono Marco, Niccolò e Matteo
Polo? Probabilmente dai molti moli che
costellavano la riva di Piazza San
Marco, quella che si affaccia
sull’omonimo Bacino.
Le mude, grandi convogli mercantili,
lasciano i moli veneziani in autunno e
primavera, periodi propizi per la
navigazione a remi e a vela.
Sorseggiando un caffè in uno dei bar di
Piazza San Marco, è possibile sentire
ancora la preghiera che marinai e preti
veneziani recitavano prima di ogni
impresa per nave:
“Guarda, o Signore, dalle tempeste i
tuoi fedeli marinai, guardali dal
naufragio improvviso e dalle perfide
trame di astuti nemici”
L'invocazione non si è persa e ogni anno
ritorna con la splendida cerimonia dello
Sposalizio del Mare, la festa della
Sensa.
Questa particolare ricorrenza, tutta
veneziana, è celebrata nel giorno
dell’Ascensione. Il bucintoro,
l’imbarcazione di rappresentanza della
Serenissima, approda davanti alla
Piazzetta; qui attende l’imbarco del
doge, i rappresentanti del Gran
Consiglio, gli ospiti illustri e gli
ambasciatori stranieri per partire alla
volta dell’isola di Sant’Elena. Una
volta superata l’isola, il Patriarca
raggiungeva l’imbarcazione del doge e
qui, dopo una cerimonia religiosa di
benedizione, il doge gettava l’anello
d’oro che suggellava l’unione fra la
Repubblica di Venezia e il Mare.
I Polo partono senza i 100 predicatori
cristiani richiesti dallo stesso
imperatore del Catay. La sede papale è
vacante da circa due anni e non si
riesce a trovare il numero di candidati.
Ma forse Nicolò Polo portando con se il
giovane figlio agli occhi del Gran Khan
darà prova di profondo rispetto e
fedeltà.
Il viaggio in mare e per terra durerà
tre anni. La muda dei Polo scivola lungo
la costa dalmata fino in Palestina. A
San Giovanni d’Acri attendono in vano i
100 predicatori nominati da il neoeletto
papa Gregorio X; alla fine si uniranno
due frati che durante la traversata
della Turchia alla volta della Persia,
spaventati per le numerose guerre,
torneranno indietro lasciando i Polo
proseguire da soli.
Durante tutti i suoi viaggi e nelle sue
numerose spedizioni a servizio del Gran
Khan, Marco Polo rimarrà sempre
affascinato da usi e costumi così
diversi da quelli veneziani. Nel Milione
sono numerosissime le espressioni di
meraviglia dinnanzi alle strade ampie e
dritte delle città cinesi, così diverse
da Venezia e dalle città europee del
XIII, alle merci preziose che riempivano
i mercati del sollevante e alla
tolleranza degli imperatori mongoli.
Il rientro a Venezia nel 1294 avviene
dopo un viaggio di 21 mesi relativamente
tranquillo. Pochi anni dopo, durante una
battaglia fra veneziani e genovesi di
fronte all’isola di Curzola, Marco Polo
verrà fatto prigioniero e rinchiuso
nelle prigioni genovesi fino al 1298,
anno della sua liberazione.
A Venezia il ricordo delle antiche
Repubbliche Marinare si celebra ogni 4
giugno con una manifestazione
particolare, organizzata a turno dalle
città partecipanti.
La gara si basa su un percorso di 2000
metri in cui galeoni a otto remi si
contendono il trofeo delle Repubbliche
Marinare, mentre figuranti in abiti
medievali e strumenti musicali
dell’epoca ricordano gli antichi fasti
del Medioevo.
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