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Vetro,
ma non solo. Merletti, stoffe,
maschere, forcole…
La fiorente attività commerciale
della Serenissima ha sviluppato
il campo dell’artigianato
veneziano. Oltre all’arte del
vetro, nella città lagunare
fiorirono attività
particolarmente raffinate come
la tessitura,il merletto e
l’arte orafa.
Le maschere meritano un
discorso a parte. Quelle che si
vedono oggi nelle vetrine di
numerosi negozi, sono ciò che
rimane di un’abitudine molto
diffusa a Venezia: indossarle
per non farsi riconoscere per le
calli o le feste nei palazzi
veneziani. La bauta, la maschera
veneziana per antonomasia, era
diffusa nei ceti più abbienti.
Serviva a garantire l’anonimato
e la riservatezza di chi la
portava. Non erano quindi
semplici mascheramenti relegati
al Carnevale ma un vero e
proprio accessorio della vita
quotidiana della città.

L’artigianato artistico
veneziano è giunto fino ai
nostri giorni grazie alla
tradizione, passata di
generazione in generazione, di
molte botteghe. Alcune sono
diventate vere e proprie realtà
aziendali conosciute in tutto il
mondo, come Ribelli per il
tessuto o Venini per il vetro.
Ci sono poi aspetti artigianali
meno conosciuti, come la
produzione di forcole per le
imbarcazioni veneziane. La
forcola è il particolarissimo
scalmo per la voga alla veneta,
una voga asimmetrica che
permette il minimo ingombro
negli stretti canali della
città. |