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Indossate da nobili e
popolani veneziani, a Carnevale.
Ma non solo.
Con la caduta della Repubblica
di Venezia iniziò il declino
dell’arte delle maschere.
Sorprende pensare che questa
antichissima tradizione è stata
riscoperta solo negli ultimi
trent’anni.
Le maschere veneziane si legano
alla tradizione del Carnevale.
Così è ai giorni nostri, ma
anticamente le maschere erano
anche un accessorio del
vestiario di ricchi patrizi e
dottori.
Prima del 1296 il Carnevale si
concentrava nei festeggiamenti
del Grasso. Dopo il 1296 il
Senato Veneziano decretò festivo
anche il Martedì. Durante gli
anni in cui visse Marco Polo il
Giovedì Grasso veniva
festeggiato con sanguinarie
corride per celebrare la
vittoria del Doge Vitale Michiel
II sul patriarca di Aquileia.
Il Carnevale che tutti
conosciamo oggi inizia a
prendere forma solo
successivamente, dal 400 in poi
grazie alla Compagnia della
Calza, un gruppo di giovani
patrizi a cui veniva affidata
l’organizzazione dei
festeggiamenti carnevalizi.
Le
maschere veneziane sono poche
rispetto a quelle che vediamo
nelle vetrine dei negozi.
la BAUTA era indossata
dai patrizi per non essere
riconosciuti nelel calli e
canali veneziani. La particolare
strombatura all’altezza della
bocca riusciva a falsare il
suono della voce rendendo
praticamente irriconoscibile chi
la indossava.
la MORETTA (o servetta
muta) era una maschera piccola e
semplice, indossata dai ceti
medi. Un piccolo bottone posto
all’altezza della bocca e
stretto fra i denti permetteva
di indossarla.
il
MEDICO della PESTE è la
maschera indossata dai medici
veneziani. All’interno del lungo
becco venivano sistemate erbe e
Sali aromatici e disinfettanti.
Si credeva che così si potesse
evitare il contagio da malattie
come la peste o il colera.
la GNAGA era una maschera
indossata esclusivamente dagli
uomini per impersonare figure
femminili.
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